Le emissioni globali di anidride carbonica (CO₂) derivanti dai processi industriali costituiscono una parte significativa del totale, con circa 9 miliardi di tonnellate metriche su 36 miliardi annui, secondo le proiezioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). In altre parole, il settore industriale è responsabile di quasi il 25% delle emissioni globali di CO₂.
Nel percorso verso un sistema a zero emissioni nette, giocano un ruolo chiave diverse tecnologie, tra cui la CCUS (Cattura, Utilizzo e Stoccaggio del Carbonio), considerata una soluzione fondamentale. Attualmente sono operative circa 40 infrastrutture CCUS commerciali, mentre oltre 500 progetti si trovano in varie fasi di sviluppo. A conferma della sua rilevanza strategica nella transizione energetica, l’IEA sottolinea che per raggiungere la neutralità entro il 2050, anziché nel 2070, è necessario incrementare di circa il 50% nell’impiego della tecnologia CCUS.
La versatilità delle tecnologie CCUS
Le tecnologie CCUS rivestono un ruolo di primaria importanza nella mitigazione dei cambiamenti climatici, grazie alla loro ampia versatilità e al contributo cruciale che offrono a settori come la produzione di energia, la manifattura e i trasporti.
- Emissioni delle infrastrutture esistenti: Le soluzioni CCUS possono essere integrate in centrali elettriche e impianti industriali già operativi, evitando l’emissione di 600 miliardi di tonnellate di CO₂ nei prossimi cinquant’anni, pari a diciassette anni delle attuali emissioni annuali (stime basate sui rapporti IEA).
- Settori difficili da decarbonizzare: Le industrie pesanti, responsabili di circa il 25% delle emissioni globali di CO₂, si affidano alle tecnologie CCUS per ridurre in modo significativo le emissioni derivanti da cementifici, acciaierie, cartiere, vetrerie e impianti waste-to-energy. Inoltre, la CCUS sostiene la catena di approvvigionamento dei carburanti sintetici, con particolare rilievo per i trasporti a lunga distanza come l’aviazione (SAF). Un ulteriore impiego strategico è rappresentato dalla Enhanced Oil Recovery (EOR), che amplifica l’impatto positivo della CCUS sulla sostenibilità energetica.
- Produzione di idrogeno blu: Le tecnologie CCUS consentono una produzione su larga scala di idrogeno a zero emissioni nette, rispondendo alla crescente domanda nei settori dei trasporti, dell’industria e degli edifici. L’idrogeno blu si presenta come una soluzione estremamente versatile, in grado di supportare la decarbonizzazione di settori difficilmente elettrificabili, rivestendo un ruolo chiave nella transizione energetica.
Il nostro impegno per la transizione energetica
In Giammarco Technologies collaboriamo con i principali attori industriali nei settori del vetro, dell’acciaio, del cemento, della carta e del waste-to-energy, convinti che il raggiungimento delle soluzioni tecnologiche ottimali passa attraverso la cooperazione interaziendale. Per questo, mettiamo a disposizione dei nostri partner l’esperienza e il know-how maturati, lavorando fianco a fianco per sviluppare e perfezionare le nostre proposte tecnologiche. La sfida che affrontiamo oggi richiede il massimo impegno da parte di tutte le realtà dotate delle competenze necessarie per contribuire alla decarbonizzazione.
Le nostre tecnologie sono progettate per raggiungere risultati d’eccellenza. Attraverso le nostre soluzioni ingegneristiche, siamo in grado di catturare oltre il 95% della CO₂ presente nei gas di combustione, ottenendo una sensibile riduzione dell’impronta ambientale dei processi termici. Inoltre, i nostri metodi garantiscono una purezza della CO₂ catturata superiore al 99,8%, assicurando standard qualitativi di alto livello e piena conformità ai requisiti del settore.
Attualmente abbiamo portato a termine o stiamo seguendo 35 progetti CCUS, a conferma della nostra ampia competenza nel settore e della nostra determinazione a contribuire, concretamente, alla transizione energetica.





